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Monday, May 25, 2026

LA MEMORIA DI UNA FAMIGLIA

 Ed eccomi ancora una volta a scrivere alle 02,32 del mattino.

Ed eccomi ancora qui a raccontare qualcosa che è in me e fa parte non solo della mia vita ma della vita della mia famiglia.

Succedono troppe cose contemporaneamente e la mia mente ritorna a determinati momenti già vissuti.

Mia sorella, la mia amica più cara dei miei 71 anni (che saranno tra tre giorni) vive troppi momenti difficili ed io mi ritrovo a dover cercare una soluzione per alleggerirle la vita.

Da alcuni anni la sua fragilità è messa a dura prova e mi ritrovo a pensare a lei come a quella bambina di 10 anni che, nel letto, non si doveva svegliare bruscamente; sul comodino aveva le ostie più grandi che io avessi mai visto e che le invidiavo, nella mia incoscienza. 

Ostie che servivano a tenere raccolte tutte le pillole che doveva ingoiare.

Fu lunga quella malattia e la sua abitudine a portare il "muso" per ogni cosa divenne un campanello d'allarme, da quell'anno in poi.

Mia madre, avendo avuto una adolescenza breve diventando madre a 16 anni, nella nostra adolescenza di ragazze è stata dura, principalmente con mia sorella che, carina com'era, attirava parecchi mosconi attorno. Ma per mia sorella, mia madre, aveva anche la preoccupazione causata da quella malattia infantile; aveva paura, lo ricordo bene, che qualche trauma potesse farla riaffiorare.

Forse inconsapevolmente, ma sempre fu quello il faro puntato su mia sorella. 

Ed oggi sento di dover essere io quel faro puntato, facendo attenzione che non arrivi un'onda troppo forte che faccia ribaltare la barca su cui si trova mia sorella.

In memoria di mia madre e di mio padre che amava tanto la sua "negretta".