Tutto è iniziato due mesi fa o forse molto prima.
Da tre anni c'è la guerra in Ucraina che ha subito l'invasione della Russia di Putin.
Ma anche questo forse è iniziato molto prima, nel 2014, quando la Russia di Putin occupò la Crimea e né l'Europa né gli USA ebbero nulla da ridire. Nonostante la Crimea facesse parte dello stato dell'Ucraina.
Ma la situazione, oggi, è questa: due mesi fa si è installato come presidente degli Stati Uniti d'America Trump che quattro anni fa fece occupare il Campidoglio e provocò disordini per rivendicare la presidenza vinta, invece, da Biden. Fu allora che tutto cominciò perché Trump gridò: VENDETTA!
Vendetta contro il presidente eletto, vendetta contro tutti coloro che lo riconobbero come tale.
E due mesi fa, insediandosi alla presidenza USA, Trump ha gridato di nuovo: VENDETTA!
Contro il mondo intero, dichiarando di voler acquisire la Groenlandia (paese indipendente ma sotto il controllo dell'Olanda, quindi facente parte, in un qualche modo, dell'Europa), il golfo del Messico chiamandolo golfo d'America, il canale di Panama.
Dichiarando, però, di voler fare il pacifista obbligando, in qualche modo, la fine della guerra in Ucraina (che per lui è causa del suo mal) e in Palestina, bombardata da Israele comandata da Netanyahu . Ma come costringerli a fare la pace? A Putin promettendo le terre ucraine semi occupate già dai russi, con l'intento però di prendersi per sé le terre rare del sottosuolo ucraino; a Netanyahu dando l'assenso per distruggere la Palestina, con l'intento, poi, di farne una riviera tutta ricostruita dagli USA ad uso dei ricchi americani.
E l'Europa? Piena di scrocconi che non meritano altro che dazi perché hanno, a suo dire, approfittato delle spese in armamenti degli americani. E quindi, "muoia Sansone con tutti i filistei" e distruggiamo le colonne portanti di questo vecchio continente che, in fondo, ha potuto arricchirsi per 80 anni nella pace e nella democrazia.
E Putin, che faccia ferro e fuoco dell'Europa, noi non muoveremo un dito, a patto, però, che lui ci lasci prendere senza reagire la Groenlandia.
In tutto questo la Cina sta a guardare.
Trump non dà alcuna considerazione all'Europa che in questi tre anni ha aiutato con soldi l'Ucraina; per lui, nessuno in Europa ha l'autorità e l'autorevolezza di sedere al tavolo delle trattative di pace. D'altra parte nemmeno il presidente ucraino, sbeffeggiato ad oltranza, merita di sedere a quel tavolo. E per quanto riguarda la Cina, l'odiosa Cina, se riesce il gioco con Putin, Trump sarà riuscito a rompere l'alleanza Russia - Cina e, secondo lui, glie ne verrà in tasca un bel colpaccio.
Non dimentichiamo il Canada, perché per Trump è già cosa fatta che diventi il 52esimo stato degli USA, aggiungendo così una stelletta alla bandiera.
Il risultato di questo gioco del risico è, oggi, questo: la Gran Bretagna, (che ha la bomba atomica) uscita dall'Unione Europea con il Brexit (il referendum che l'ha decretata nel 2020, cinque anni fa), oggi ne sta rientrando per allearsi con l'Europa contro le decisioni di Trump perché, come si sa, il Canada non si tocca facendo pur sempre parte, nonostante sia indipendente, del Commonwealth; sempre per la stessa ragione l'Australia si unisce a questa "strana" alleanza; la Francia (che ha la bomba atomica) ha cercato di portare alla serietà Trump, permettendosi (Macron) di correggerlo nei dati delle spese affrontate in questi tre anni in Ucraina poiché l'Europa ha stanziato ben più soldi per questo scopo rispetto agli USA a dispetto di ciò che va cianciando Trump.
E l'Europa?
Intanto ha dato l'autorizzazione ai vari stati membri di riarmarsi, spendendo soldi.
La Germania, con il nuovo governo da poco installato, ha sgranato gli occhi e non se l'è fatto ripetere, finanziando immediatamente le proprie industrie per la riconversione per la produzione di armamenti, dopo ben 80 anni di divieto assoluto (visto quello che avevano combinato in Europa 100 anni fa).
Così potrebbe fare, evidentemente, anche l'Italia ma l'Italia, si sa, è sempre molto lenta nelle sue decisioni: con un piede di qua e con un piede di là, esattamente come 100 anni fa, ci sentiamo amici sia di Trump che di Putin e non ci va di prendere decisioni né contro l'uno né contro l'altro. In fondo, pure il padre di questi quattro scappati di casa che oggi siedono al governo italiano fece così, salutando alla romana il dittatore tedesco e buttando gli italiani in pasto in una guerra senza moschetti né scarponi.
Siamo però nell'Europa e ai tavoli facciamo finta di voler difendere l'Ucraina, mentre l'Italia va a rotoli e diventa sempre meno importante a livello internazionale. Pazienza se con i dazi, i nostri industriali perderanno un po' del loro mercato ...
E l'Europa? Intanto ieri si sono tutti incontrati a Parigi, in 31 paesi: i 27 europei più il Canada, più l'Australia e forse qualche altro paese con i pinguini.
Non mi pare che ne sia uscita qualche decisione, se non quella di dire ai cittadini europei di preparare uno zaino a testa con un kit di sopravvivenza. Non per la guerra, perché con le bombe atomiche c'è poco da sopravvivere, si sa, ma per qualche altra evenienza, alluvione o terremoto che sia perché la protezione civile non potrà certo salvare tutti e i medici non potranno curare tutti perché per armarsi bisogna pur tagliare qualche spesa.
Ed allora andiamo a comperare questi kit e mi raccomando che ci sia anche un coltellino svizzero (facendo felice la Svizzera, neutrale in tutto questo come sempre ma che trova sempre il modo di arricchirsi) con tanti utensili perché in 72 ore chissà, forse avremo bisogno di scavarci la fossa da soli o di tagliare qualche albero e farci un bel falò, così non se ne parla più.
Ed in tutto questo noi che possiamo fare o dire? NULLA.
E LE STELLE STANNO A GUARDARE (cit. Archibald Joseph Cronin).