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Thursday, March 27, 2025

E LE STELLE STANNO A GUARDARE

 Tutto è iniziato due mesi fa o forse molto prima.

Da tre anni c'è la guerra in Ucraina che ha subito l'invasione della Russia di Putin.

Ma anche questo forse è iniziato molto prima, nel 2014, quando la Russia di Putin occupò la Crimea e né l'Europa né gli USA ebbero nulla da ridire. Nonostante la Crimea facesse parte dello stato dell'Ucraina.

Ma la situazione, oggi, è questa: due mesi fa si è installato come presidente degli Stati Uniti d'America Trump che quattro anni fa fece occupare il Campidoglio e provocò disordini per rivendicare la presidenza vinta, invece, da Biden. Fu allora che tutto cominciò perché Trump gridò: VENDETTA!

Vendetta contro il presidente eletto, vendetta contro tutti coloro che lo riconobbero come tale.

E due mesi fa, insediandosi alla presidenza USA, Trump ha gridato di nuovo: VENDETTA!

Contro il mondo intero, dichiarando di voler acquisire la Groenlandia (paese indipendente ma sotto il controllo dell'Olanda, quindi facente parte, in un qualche modo, dell'Europa), il golfo del Messico chiamandolo golfo d'America, il canale di Panama.

Dichiarando, però, di voler fare il pacifista obbligando, in qualche modo, la fine della guerra in Ucraina (che per lui è causa del suo mal) e in Palestina, bombardata da Israele comandata da Netanyahu . Ma come costringerli a fare la pace? A Putin promettendo le terre ucraine semi occupate già dai russi, con l'intento però di prendersi per sé le terre rare del sottosuolo ucraino; a Netanyahu dando l'assenso per distruggere la Palestina, con l'intento, poi, di farne una riviera tutta ricostruita dagli USA ad uso dei ricchi americani.

E l'Europa? Piena di scrocconi che non meritano altro che dazi perché hanno, a suo dire, approfittato delle spese in armamenti degli americani. E quindi, "muoia Sansone con tutti i filistei" e distruggiamo le colonne portanti di questo vecchio continente che, in fondo, ha potuto arricchirsi per 80 anni nella pace e nella democrazia. 

E Putin, che faccia ferro e fuoco dell'Europa, noi non muoveremo un dito, a patto, però, che lui ci lasci prendere senza reagire la Groenlandia.

In tutto questo la Cina sta a guardare.

Trump non dà alcuna considerazione all'Europa che in questi tre anni ha aiutato con soldi l'Ucraina; per lui, nessuno in Europa ha l'autorità e l'autorevolezza di sedere al tavolo delle trattative di pace. D'altra parte nemmeno il presidente ucraino, sbeffeggiato ad oltranza, merita di sedere a quel tavolo. E per quanto riguarda la Cina, l'odiosa Cina, se riesce il gioco con Putin, Trump sarà riuscito a rompere l'alleanza Russia - Cina e, secondo lui, glie ne verrà in tasca un bel colpaccio.

Non dimentichiamo il Canada, perché per Trump è già cosa fatta che diventi il 52esimo stato degli USA, aggiungendo così una stelletta alla bandiera.

Il risultato di questo gioco del risico è, oggi, questo: la Gran Bretagna, (che ha la bomba atomica) uscita dall'Unione Europea con il Brexit (il referendum che l'ha decretata nel 2020, cinque anni fa), oggi ne sta rientrando per allearsi con l'Europa contro le decisioni di Trump perché, come si sa, il Canada non si tocca facendo pur sempre parte, nonostante sia indipendente, del Commonwealth; sempre per la stessa ragione l'Australia si unisce a questa "strana" alleanza; la Francia (che ha la bomba atomica) ha cercato di portare alla serietà Trump, permettendosi (Macron) di correggerlo nei dati delle spese affrontate in questi tre anni in Ucraina poiché l'Europa ha stanziato ben più soldi per questo scopo rispetto agli USA a dispetto di ciò che va cianciando Trump. 

E l'Europa?

Intanto ha dato l'autorizzazione ai vari stati membri di riarmarsi, spendendo soldi.

La Germania, con il nuovo governo da poco installato, ha sgranato gli occhi e non se l'è fatto ripetere, finanziando immediatamente le proprie industrie per la riconversione per la produzione di armamenti, dopo ben 80 anni di divieto assoluto (visto quello che avevano combinato in Europa 100 anni fa). 

Così potrebbe fare, evidentemente, anche l'Italia ma l'Italia, si sa, è sempre molto lenta nelle sue decisioni: con un piede di qua e con un piede di là, esattamente come 100 anni fa, ci sentiamo amici sia di Trump che di Putin e non ci va di prendere decisioni né contro l'uno né contro l'altro. In fondo, pure il padre di questi quattro scappati di casa che oggi siedono al governo italiano fece così, salutando alla romana il dittatore tedesco e buttando gli italiani in pasto in una guerra senza moschetti né scarponi.

Siamo però nell'Europa e ai tavoli facciamo finta di voler difendere l'Ucraina, mentre l'Italia va a rotoli e diventa sempre meno importante a livello internazionale. Pazienza se con i dazi, i nostri industriali perderanno un po' del loro mercato ... 

E l'Europa? Intanto ieri si sono tutti incontrati a Parigi, in 31 paesi: i 27 europei più il Canada, più l'Australia e forse qualche altro paese con i pinguini. 

Non mi pare che ne sia uscita qualche decisione, se non quella di dire ai cittadini europei di preparare uno zaino a testa con un kit di sopravvivenza. Non per la guerra, perché con le bombe atomiche c'è poco da sopravvivere, si sa, ma per qualche altra evenienza, alluvione o terremoto che sia perché la protezione civile non potrà certo salvare tutti e i medici non potranno curare tutti perché per armarsi bisogna pur tagliare qualche spesa.

Ed allora andiamo a comperare questi kit e mi raccomando che ci sia anche un coltellino svizzero (facendo felice la Svizzera, neutrale in tutto questo come sempre ma che trova sempre il modo di arricchirsi) con tanti utensili perché in 72 ore chissà, forse avremo bisogno di scavarci la fossa da soli o di tagliare qualche albero e farci un bel falò, così non se ne parla più.

Ed in tutto questo noi che possiamo fare o dire? NULLA.

E LE STELLE STANNO A GUARDARE (cit. Archibald Joseph Cronin). 

Saturday, January 11, 2025

INDOVINELLO

 C'erano quattro amici al bar: uno era processato, ma aveva schivato la prigione; uno era drogato; uno era un ladro ed uno faceva il palo ma, all'occorrenza, sapeva maneggiare il grimaldello.

Quattro egocentrici psicopatici.

Decisero di fare il colpo grosso: uno avrebbe fatto l'amico, l'altro avrebbe promesso di far crescere gli zecchini d'oro sotto un fico mentre il ladro con il grimaldello del palo avrebbe rubato tutto il possibile ed immaginabile. 

Ci impiegarono un po' di tempo, ma la banda del buco sapeva come agire di nascosto, a notte fonda; forse approfittando di una festa con i fuochi d'artificio o forse portando i fuochi d'artificio fatti professionalmente  proprio da loro.

Nessuno si sarebbe accorto del loro arrivo, mascherati come erano con parrucche e bei vestiti.

I personaggi come loro, Dante, li mise nel girone degli impostori, vestiti con giacca e cravatta per nascondere il pungiglione tagliente ed avvelenato attaccato al deretano.

Ed infatti, nessuno si accorse di loro; accecati dai bagliori dei fuochi d'artificio, le persone non si accorsero che quelle luci non erano fuochi d'artificio. 

Si svegliarono, una mattina, trovando l'invasore sotto casa.

E non restò loro che gridare: O bella ciao, o bella ciao, bella ciao, ciao, ciao ...  


Wednesday, January 08, 2025

Carabinieri indagati

 Ultimamente i carabinieri sono sotto inchiesta: uno a causa di un inseguimento, uno perché ha sparato ed ucciso.

Premessa: poliziotti e carabinieri hanno un protocollo da seguire: intimare l' alt tre volte, sparare a vuoto per altre tre volte; solo dopo, se sono sopravvissuti, possono reagire.

L'inseguimento di due ragazzi in motorino è finito con la morte di uno dei ragazzi; ieri è stato reso pubblico il video dell'inseguimento ed i carabinieri tra  loro si dicevano: Dai, dai, che lo facciamo cadere.

Erano due ragazzi che non si sono fermati ad un posto di blocco, avevano qualche grammo di droga ed avevano paura, quello che guidava non aveva la patente ed il motorino non era per due. Già per tutto questo erano in contravvenzione; in più non essendosi fermati al posto di blocco hanno invitato all'inseguimento. 

Il carabiniere indagato per aver sparato ed ucciso è per un altro episodio: un ragazzo ha accoltellato una persona e si apprestava ad accoltellarne altre. Il carabiniere, se non ricordo male, ferito lui stesso ha sparato ed ucciso.

Ora, è chiaro che i poliziotti ed i carabinieri avrebbero bisogno di supporto psicologico, sempre, durante la loro attività, fino alla pensione. 

Siamo tutti d'accordo che non è possibile che un ragazzo muoia durante in inseguimento per pochi grammi di droga; dispiace quando un uomo viene ucciso, sebbene abbia accoltellato delle persone.

Ma nessuno difende i carabinieri ed i poliziotti quando accadono queste cose.

Dobbiamo invece farci tante domande: da quante ore erano in servizio i carabinieri al momento dell'episodio? Era già successo qualcosa? Erano in allerta per altri episodi, cercavano qualcuno in particolare?

M soprattutto: siamo certi che vengano rispettati i turni, che ci sia personale sufficiente per coprire tutti i servizi e, soprattutto, siamo certi che vengano pagati a sufficienza e che ricevano gli encomi, quando se li meritano? O siamo sempre solo pronti a biasimarli? 

Quanto può essere frustrante darsi da fare per catturare i delinquenti e vederli, dopo poche ore, ancora in circolazione?

Mi ricordo mio padre.

C'era un personaggio che lui, amante dei soprannomi, chiamava Patatruc. Era un delinquentello, me lo ricordo, scuro di carnagione (sporco sicuramente perché all'epoca, anni '50, non c'erano immigrati), senza casa, che entrava ed usciva di prigione. Quando usciva, veniva da mio padre a chiedere aiuto e mio padre, immediatamente, lo portava in cantina (non ne aveva alcuna paura, mio padre, che aveva delle fiorentine al posto delle mani e all'occorrenza le usava) e gli dava coperte e vestiti. Avevamo un armadio pieno di coperte inutilizzate ed abiti dismessi che, invece di essere dati allo straccivendolo che passava regolarmente, venivano utilizzati per chi non aveva nulla.

Sapevo che Patatruc non aveva nessuno a cui chiedere aiuto se non mio padre di cui, evidentemente, conosceva perfettamente l'indirizzo; sapevo che mio padre non ne aveva alcuna paura, ripeto.

Mi viene in mente il film Guardie e ladri, in cui Aldo Fabrizi faceva il carabiniere ed inseguiva a piedi Totò. Ecco, Patatruc era un Totò, disgraziato, amico del carabiniere che lo catturava sempre ma che ne aveva compassione.

Chiediamoci sempre chi c'è dietro alla divisa; chiediamoci sempre chi c'è dietro alla faccia da delinquente. 

Ricordiamoci sempre che i mafiosi ed i veri delinquenti non si fanno prendere facilmente e si nascondono fra noi. 

Ma ricordiamo anche che sotto quelle divise ci sono persone che rischiano la pelle ogni giorno, in questa nostra epoca in cui le regole si sono stravolte. 

Mio padre con il suo stipendio riuscì a mantenere e a far studiare sette figli.

Un carabiniere, oggi, o un poliziotto, riesce a fare altrettanto con il suo stipendio?

Ogni volta che criticate un uomo in divisa fatevi qualche domanda. 

E se ci riuscite, datevi la risposta.


Thursday, January 02, 2025

L'anno che verrà

 Caro amico ti scrivo e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.

E' arrivato l'anno nuovo ma ancora qui qualcosa non va.

Abbiamo già maturato, in tre giorni, un intrigo internazionale, due stragi in America ed un bimbo abbandonato e morto assiderato.

L'intrigo internazionale è la triangolazione in cui si è trovata, suo malgrado, la giornalista Cecilia Sala che è stata arrestata in Iran con accuse inesistenti per costringere l'Italia a consegnare a loro un ingegnere iraniano che gli USA accusano di aver collaborato con i terroristi nell'assassinio di tre soldati americani.

Le due stragi sono state effettuate a New Orleans e a New York durante i mercatini di Natale da due terroristi (?) forse, di sicuro erano due veterani. Forse in America dovrebbero chiedersi come vengono trattati i loro veterani.

Il bimbo abbandonato a Bari non avrebbe dovuto morire: la mamma, che probabilmente non aveva l'opportunità di crescerlo, dopo un mese dalla nascita lo ha lasciato in una culla termica salvavita. Pensava, quella mamma, che il suo bimbo avrebbe trovato una vita migliore, forse, con una mamma ed un papà che gli avrebbero voluto bene per tutta la sua vita. Ma qualcosa è andato storto e la culla, forse chiusa male, forse non funzionante, è stata una trappola per quel bimbo che per un mese era stato amato dalla sua mamma. Il campanello non ha suonato, la culla non è andata in funzione ed il bimbo è morto assiderato. Quanto avrà pianto quel bimbo? Quanto piangerà la sua mamma?

Ecco, caro amico, cosa è già successo in soli tre giorni del primo anno.

Non abbiamo i sacchi di sabbia alla finestra, non ancora e speriamo, noi, di non averne bisogno mentre in Siria, a Gaza, in Ucraina anche se li avessero non servirebbero contro i droni ed i missili e le bombe.

Qui, da noi, c'è chi ha festeggiato l'arrivo del nuovo anno sparando e ci sono stati feriti e morti.

Non è sceso nessun Cristo dalla croce e chissà forse è meglio così, per lui: verrebbe fucilato appena sceso, anche solo per gioco.

Il nuovo anno è arrivato ma tra un anno passerà.

Io mi sto preparando, è questa la novità. 

Saturday, October 19, 2024

Video presentazione del libro "L'Archiatra" vol. I di Liliana Zampella - Italus Edizioni

“Vi apprestate, leggendo questa mia memoria, ad ascoltare una storia che io stessa ho avuto difficoltà ad accettare; è possibile entrare nei suoi meandri solo aprendo la mente a nuove esperienze.” Inizia così la cronaca di questo viaggio tra passato e presente.
In questo video l'intervista all'autrice dell'Archiatra, a cura di Sarah Bernini per la Italus Edizioni.
La storia di questa antica famiglia darà il via ad un viaggio a ritroso nel tempo che avrà interessanti sviluppi anche nei secoli successivi, dando vita ad una saga che si intreccerà con personaggi storici tra esoterismo, pratiche alchemiche e misteri non ancora svelati, errando per antichi sentieri rivissuti dall’ultima erede che, arrivata alla soglia del 2000, racconta l’antica trama della sua famiglia e la propria esistenza ad una cronista contemporanea.

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Entra in PayPal , segui la procedura indicata per “inviare denaro“, quando dovrai effettuare l’acquisto pari ad Euro 23,00 e quando ti sarà richiesto, inserisci la mail italus.info@gmail.com – ricordati di addizionare la spesa di spedizione al costo di copertina e non dimenticare di scrivere i tuoi recapiti (via, città, cap e nome del destinatario)

Sunday, September 08, 2024

8 settembre 1943 - 8 settembre 2024

 Oggi nessuno ha commemorato l'8 settembre 1943, giorno dell'armistizio in cui l'Italia usciva dall'alleanza con il nazismo ed iniziava la guerra civile. 

Ebbene, io lo voglio commemorare, riportando le memorie di mia madre ed un documento il cui oggetto era mio padre.

Quell'8 settembre,  dopo che il Gran Consiglio del 25 luglio aveva destituito Mussolini, Badoglio dichiarò l'armistizio e la resa nei confronti degli alleati.

Badoglio e la famiglia Savoia (non voglio nemmeno chiamarla reale perché di regale non avevano nulla) fuggirono lasciando gli italiani e gli eserciti senza nessuna guida.

Fermo restando che fino a quel giorno tutti erano stati fascisti. Non si poteva lavorare senza la tessera fascista; l'esercito, le forze di polizia erano per forza fascisti. 

I carabinieri no, perché erano Carabinieri Reali, l'arma in difesa della famiglia Savoia. 

Ma tutti erano fascisti  .... tranne chi non lo era mai stato ed era in galera, o era stato torturato e trucidato, o era in esilio. 

Perché i socialisti avevano resistito. Mio nonno materno era socialista e spesso il suo locale era stato oggetto di rappresaglie.

Mio padre era Carabiniere Reale. 

E quell'8 settembre capì subito da che parte stare.

Era in forze in Liguria. Il suo comandante fece un accordo segreto con il capo dei partigiani liguri.

E mio padre, pur rimanendo carabiniere, fece l'informatore per i partigiani: informava quando c'erano le rappresaglie. Molti furono i partigiani salvati

Ma non tutti sapevano di quell'accordo. 

Ed alla fine della guerra, quando ci fu la liberazione, mio padre fu ricercato sia dai carabinieri sia dai partigiani perché il comandante di Legione scappò mentre il capo dei partigiani fu arrestato dalle SS.

Mio fratello più grande mi raccontò quando finalmente mia madre trovò mio padre che rimase in fuga, latitante tanto tempo.

Mio fratello mi ha raccontato di aver visto nostro padre senza la sua divisa, senza scarpe e senza calze, all'aperto, dietro un cancello forse di una scuola, con un pagliericcio per letto.

Solo a giugno del 1945 il capo dei partigiani, non si sa come, salvo, tornò in Liguria e scrisse un documento in cui spiegò l'aiuto avuto da mio padre.

Questo permise a mio padre di riprendere il suo lavoro di carabiniere, fu reintegrato ma per mandarlo a sminare il territorio.

Mia madre mi raccontava che, con i due bambini piccoli, andava sul luogo dove mio padre sminava perché voleva morire con lui, se questo fosse successo a lui.

Con l'arrivo della democrazia, comunque, mio padre non fece mai carriera nonostante fosse il più medagliato dalla Legione di Parma. La sua promozione a brigadiere arrivò una settimana dopo la sua pensione, a 52 anni.

L'Italia non potrà mai essere pacificata fino a quando sopravviverà la generazione che ha memoria di ciò che successe in Italia. 

In tutte le famiglie italiane, in quell'epoca accadde che qualcuno fosse fascista e qualcun altro fosse partigiano. In tutte le famiglie ci sono ricordi discordanti. 

Perché la guerra civile era entrata in ogni famiglia.

Alla fine della guerra, siccome tutti i funzionari dello stato erano stati fascisti, nonostante in Costituzione sia stato messo al bando il partito fascista, l'Italia si è ritrovata ugualmente gli stessi volti a riprendere il governo. 

C'era una Italia da ricostruire, probabilmente c'era bisogno di tutti.

Ma come qualcuno ha detto, se avessero vinto loro, tutti gli uomini democratici, di sinistra e centro, sarebbero stati uccisi, ma siccome aveva vinto la democrazia, i fascisti furono lasciati vivi, in grado ancora di fare del male con le loro idee e la loro ideologia.

Non siamo pacificati e lo vediamo ogni giorno.

Non so voi, ma io non ho alcun problema a dire: sono antifascista.


Friday, September 06, 2024

Segreto d'ufficio: questo sconosciuto.

 I fatti quotidiani della politica italiana mi costringono a parlare di una cosa ovvia: il segreto d'ufficio.

Quando fui assunta nel mio primo impiego a tempo determinato, dopo il diploma, il titolare mi chiese: Sai cosa è il segreto d'ufficio? Non ebbi problema a rispondere: Certo. Sono figlia di un carabiniere, ne ho sempre sentito parlare.

La conversazione finì lì.

Erano già sei anni che, durante l'inverno o le vacanze estive, lavoravo, per imparare il mio lavoro impiegatizio: avevo lavorato presso ingegneri che mi facevano battere a macchina i capitolati dei lavori dell'amministrazione comunale; avevo lavorato in una copisteria per battere a macchina le tesi dei laureandi e non solo; avevo lavorato presso un ufficio legale.

Nessuno dei titolari di questi lavori (pagati e no) mi aveva posto il quesito.

Negli anni scolastici ho studiato: Legislazione Sociale, Statuto dei Lavoratori; Diritto Pubblico; Diritto Privato; Diritto Costituzionale. Oltre a Scienze dell'amministrazione e Scienze delle finanze.

Il mio diploma (segretaria d'amministrazione con specializzazione in corrispondenza estera in lingua inglese e francese) presentava una serie di studi per prepararci a lavorare in amministrazioni ed uffici pubblici o privati.

E da una vita considero il segreto d'ufficio come un obbligo per i dipendenti di qualsiasi impresa, privata o pubblica, commerciale o meno.

Eppure questa situazione del ministro della cultura (bel ministro, con lacune letterarie, storiche e geografiche non indifferenti) fa risultare ministri e ministeri dove cani e porci possono inserirsi o millantare inserimenti, registrando immagini e conversazioni.

Problemi di sicurezza? Problemi di spionaggio? 

La telenovela continua ...